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Advertising on the Telegram channel «InvestiMente Italia 💼»
Finanza con stile (e un po’ di nonna). Qui trovi consigli su soldi, casa e investimenti locali — senza perdere il gusto della vita News, startup, sostenibilità, vino e meme: Dove la finanza incontra lo stile italiano Pubblicità:
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La fotografia è chiara. In cima resta Giovanni Ferrero con oltre 40 miliardi di dollari. Seguono Giorgio Armani, Sergio Stevanato, Massimiliana Landini Aleotti, Piero Ferrari. La top 5 cambia poco: l’élite industriale italiana rimane stabile, concentrata tra alimentare, moda, farmaceutica e manifattura.
Ma il dato interessante è un altro: l’ondata degli under 35.
Tra i più giovani troviamo Luigi Berlusconi e soprattutto gli eredi Del Vecchio. Ognuno con circa 4,2 miliardi di dollari grazie al 12,5% della holding Delfin. Leonardo Maria Del Vecchio è già operativo nel gruppo Essilux, Rocco Basilico lavora tra Los Angeles e Meta sugli smart glasses. Non solo rendite: ruoli strategici.
Nel frattempo Mps, Mediobanca, industria, moda e tech raccontano la stessa storia: in Italia la ricchezza resta fortemente familiare, ma sempre più strutturata in holding finanziarie internazionali.
Domanda vera:
nei prossimi 10 anni vedremo nuovi miliardari self-made italiani
oppure il potere economico resterà concentrato nelle grandi famiglie storiche?
Scrivilo nei commenti. Voglio capire come la vedi.
Nel settore tecnologico americano sta esplodendo la moda degli ETF a leva.
Numeri attuali:
108 ETF long sul tech
31 ETF short
Totale: 139 strumenti solo sulla tecnologia.
Per confronto?
Nel settore finanziario sono appena 47.
Quasi tre volte meno.
La leva attira perché promette rendimenti amplificati nei trend forti.
Ma funziona in entrambe le direzioni.
Quando il mercato gira bruscamente, questi prodotti sono i primi a soffrire — e spesso a bruciare capitale in modo violento per via dell’effetto compounding giornaliero.
Più strumenti a leva = più sensibilità ai movimenti.
E più rischio sistemico nei momenti di stress.
La domanda è semplice:
questa volta sarà diverso?
Metti la reazione che rappresenta la tua visione:
👍🏻 = il trend tech continua
🤔 = troppa leva, rischio elevato
⚡️ = neutrale, aspetto i dati
I numeri stanno diventando interessanti.
L’argento “registered” nei magazzini COMEX è intorno a 102 milioni di once.
L’open interest sul contratto di marzo è circa 366 milioni di once.
Non è la prima volta che c’è uno scarto tra carta e metallo fisico. E nella pratica non tutto viene mai consegnato.
Ma il divario è ampio.
Nelle ultime 24 ore:
– L’open interest di marzo è sceso di 2.943 contratti, circa 15 milioni di once
– I contratti di maggio sono aumentati di 3.589, circa 18 milioni di once
In altre parole: rollover in corso, ma il contratto di marzo si sta avvicinando rapidamente alla fase finale.
Con questo ritmo, l’open interest di marzo potrebbe scendere verso livelli vicini alle scorte registrate entro circa 18 giorni di contrattazione, quindi intorno al 6 marzo.
Il first notice day è il 27 febbraio.
È vero: il metallo può essere riclassificato o spostato nei magazzini.
È già successo. Può succedere ancora.
Ma un dato resta costante:
le scorte “registered” continuano a diminuire.
Anche dopo il sell-off violento della scorsa settimana.
Quando le scorte fisiche scendono mentre il mercato dei derivati resta pesante, il rischio sistemico non è immediato.
Ma aumenta la sensibilità del prezzo a eventuali tensioni.
Non è un allarme.
È un segnale da monitorare.
Chi guarda solo il grafico perde metà della storia.
Questo grafico racconta 45 anni di economia mondiale attraverso il PIL nominale. I nomi cambiano, le posizioni anche. Ma alcune dinamiche sono rimaste sorprendentemente stabili.
Gli Stati Uniti non hanno mai perso la leadership.
Dal 1980 a oggi il PIL è passato da circa 2,9 trilioni a oltre 30 trilioni di dollari. Crisi, cicli, shock geopolitici: la distanza dagli altri si è ridotta a tratti, ma il primato è rimasto intatto.
La Cina è il vero cambio di paradigma.
Nel 1980 era settima, con un’economia quasi invisibile su scala globale. Nel 2000 era ancora fuori dalla top 5. Oggi è stabilmente seconda, attorno ai 19,4 trilioni. Non è un rimbalzo ciclico: è una trasformazione strutturale.
Il Giappone racconta l’altra faccia della storia.
Negli anni ’80 e ’90 sembrava poter avvicinare gli USA. Poi la crescita si è fermata. Nel 2025 è quarto: ancora enorme, ma senza più slancio.
L’Europa è rimasta presente, ma ferma.
Germania, Regno Unito e Francia non sono mai usciti dalla top 10. Allo stesso tempo, nessuno di questi Paesi è riuscito a fare il salto che hanno fatto Cina o India. Stabilità, sì. Accelerazione, no.
L’India è salita senza fare rumore.
Da meno di 200 miliardi nel 1980 a oltre 4,1 trilioni oggi. Ora è dentro la top 5. Non ha ancora il peso cinese, ma la traiettoria è chiara.
La lettura finale è semplice ma scomoda:
il mondo non è diventato “multipolare” all’improvviso. Il potere si è spostato lentamente, anno dopo anno.
Chi ha guardato solo il breve periodo, se n’è accorto troppo tardi.
Metti un like se ti è stato utile.
Bitcoin non ha mai chiuso gennaio e febbraio entrambi in rosso.
Mai.
Ed ecco il pattern più semplice per dare al mercato una scusa per puntare di nuovo sopra gli 80.000$ entro fine mese. Funzionerà? Boh. Ma quando il sentiment è fragile, anche questo basta.
Nel frattempo è arrivato nuovo hype su Hyperliquid.
Secondo i dati di Artemis, il DEX ha raggiunto 2,6 trilioni di dollari di volume, superando Coinbase ferma a 1,4 trilioni
Numeri impressionanti, progetto solido.
Peccato che il token HYPE abbia perso il 19% solo nell’ultima settimana. Classico.
Sempre su Hyperliquid è comparso un nuovo ETH whale:
long da 33 milioni di dollari con leva 20x, prezzo di liquidazione a 1.438$
Ora sapete perché oggi Ether continua a guardare verso il basso.
Su Polymarket, invece, è spuntato un nuovo gambler particolarmente fortunato:
in 12 ore ha guadagnato 168.000$ scommettendo su BTC ed ETH
E sì: in questo momento sta di nuovo puntando su un rialzo di BTC oggi.
Top 3 ultime 24 ore
– pippin: 0,3330 (+16,63%)
– Stable: 0,02130 (+14,54%)
– LayerZero: 1,92 (+13,18%)
Pattern storici, whale iper-leveraggiate e scommesse borderline.
Non esattamente “fondamentali solidi”.
Ma è così che, nei crypto, nascono i rimbalzi.
O le trappole.
#criptomartedì
I numeri contano, ma non raccontano tutta la storia.
Monte dei Paschi chiude il 2025 con oltre 3 miliardi di utile, dividendi per 2,6 miliardi e un CET1 al 16,2%. Dati solidi, soprattutto per una banca che fino a pochi anni fa era sinonimo di crisi sistemica.
Ma il punto vero è un altro.
La scelta di mantenere Mediobanca come entità separata, focalizzata su corporate, investment e private banking, segna un cambio di mentalità. Meno banca “onnicomprensiva”, più specializzazione. Meno confusione tra rischi, più chiarezza industriale.
È un messaggio al mercato: non si tratta solo di ripulire i conti, ma di costruire una struttura sostenibile nel tempo.
Non a caso, una parte rilevante del capitale oggi è in mano a investitori esteri. I fondi inglesi e americani non comprano nostalgia. Comprano governance, visibilità sui flussi e disciplina strategica.
Resta da capire se il piano industriale del 27 febbraio riuscirà a convincere anche sul fronte più delicato: fabbriche, occupazione, integrazione reale e non solo contabile. E se il consenso del board sarà sufficiente a reggere quando il ciclo tornerà meno favorevole.
Per ora, MPS non è più solo una storia di salvataggio.
Sta provando a diventare, di nuovo, una banca “investibile”.
La vera domanda è se questo cambio di passo sia strutturale o solo figlio di un momento particolarmente favorevole per il settore bancario.
Tu come la vedi?
Il lancio di Wisemoon, piattaforma di private debt autorizzata da Consob e Bankitalia, è interessante non tanto per il singolo progetto, ma per quello che racconta sul momento storico.
Le banche si stanno ritirando dal finanziamento dell’economia reale: in dieci anni il credito bancario si è ridotto di oltre il 25% e pesa sempre meno sul PIL. Dall’altra parte, le PMI continuano ad avere bisogno di capitale per crescere, innovare, investire in ESG, entrare in nuovi mercati.
In mezzo c’è il vuoto. Ed è lì che il private debt prova a infilarsi.
Il modello Wisemoon è chiaro: niente equity, niente promesse vaghe.
Progetti selezionati, rating, prezzo del rischio esplicito e rendimento noto fin dall’inizio. Per gli investitori è una forma di diversificazione in un contesto dove anche l’obbligazionario “sicuro” è diventato instabile. Per le imprese è un’alternativa concreta quando il canale bancario non basta più.
Il punto vero però è un altro.
Se oggi il private debt per le PMI vale ancora pochissimo rispetto al fabbisogno complessivo, il trend è strutturale. La finanza si sta spostando da modelli rigidi a strumenti più funzionali ai business plan. Meno ideologia, più ingegneria finanziaria. Meno “entrare nel capitale”, più “finanziare il progetto giusto”.
Non è una guerra alle banche. È un cambio di ecosistema.
Chi non diversifica le fonti di capitale, rischia di restare scoperto proprio quando il ciclo gira.
E ora la domanda è aperta:
👍 È una vera alternativa per le PMI
🤔 Funziona solo per pochi casi selezionati
⚡️ È l’inizio di un nuovo modello di finanziamento in Europa
Voi da che parte state?
Mi sono appena preso una scrivania elettrica regolabile SONGMICS e ora mi chiedo solo una cosa:
perché non l’ho fatto prima?
Un tasto.
E passi da seduto a in piedi.
Silenziosa, fluida, zero scatti strani. La alzi, la abbassi, salvi le altezze e lavori come vuoi, quando vuoi.
Perché viene voglia di comprarla subito:
• cambi posizione durante il giorno → schiena e collo ringraziano
• 4 altezze memorizzabili → premi e via
• motore silenzioso (non sembra un trattore sotto la scrivania)
• USB-C integrata per caricare telefono o tablet mentre lavori
• stabile, solida, non balla nemmeno quando sei in piedi
• look pulito, legno vintage + struttura industrial → sta bene ovunque
È una di quelle cose che non fanno rumore su Instagram…
ma nella vita reale ti migliorano davvero le ore davanti al computer.
Se lavori, studi, analizzi grafici o passi troppe ore seduto:
questa scrivania è un upgrade concreto, non un capriccio.
Io l’ho presa.
Se stai pensando “mi servirebbe una cosa così”… sì, ti capisco.
Avviso onesto:
una volta provata, tornare a una scrivania fissa diventa difficile.
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Settimana guidata dai dati su lavoro e inflazione USA, con le trimestrali come secondo livello di lettura. La domanda dei consumatori dà il primo segnale, ma il vero nodo è quanto il mercato del lavoro resti tirato in vista del CPI. Sullo sfondo, le trattative sui finanziamenti federali tengono aperto il rischio di shutdown parziale, che può amplificare le reazioni attorno ai dati chiave.
Lunedì
– Vendite al dettaglio di dicembre
Indicatore iniziale sulla forza dei consumi. Numeri solidi sostengono lo scenario di crescita e mantengono pressione sui tassi.
Martedì
– Vendite al dettaglio USA
– Trimestrale Robinhood (HOOD)
I consumi confermano (o smentiscono) il trend. I conti di Robinhood sono un termometro dell’attività retail e dell’appetito per il rischio.
Mercoledì
– Report sull’occupazione USA (NFP)
– Trimestrale Cisco (CSCO)
Il NFP è il segnale centrale: payroll, salari e partecipazione guidano le aspettative sui tassi. Cisco parla di spesa enterprise e sentiment tech.
Giovedì
– Sussidi di disoccupazione iniziali
– Vendite di case esistenti (gennaio)
– Trimestrale Coinbase (COIN)
Le richieste confermano il trend del lavoro; l’housing misura la sensibilità ai tassi; Coinbase impatta il rischio legato al mondo crypto.
Venerdì
– Inflazione USA (CPI)
Checkpoint cruciale. Contano soprattutto core e servizi per il pricing della Fed e la parte breve della curva.
Focus della settimana
Mercoledì NFP e venerdì CPI. Forza del lavoro e persistenza dell’inflazione insieme determinano le aspettative sui tassi. Qui si gioca la direzione.
Nel momento peggiore il drawdown ha raggiunto il -22%.
Il “giovedì rosso” del 5 febbraio ha colpito tutti i mercati, ma già il giorno dopo azioni e metalli preziosi hanno recuperato quasi interamente la perdita.
Il mercato resta fragile, ma non è più una vendita indiscriminata.
Weekly digest
– Strategy ha riportato una perdita trimestrale di 12,6 miliardi di dollari e ha ribadito che non venderà BTC nemmeno con il prezzo a 8.000$
Fonte 1, 2
– Il fondo Trend Research ha cristallizzato una perdita di 747 milioni di dollari, vendendo 772.865 ETH a un prezzo medio di 2.326$
– A fine Q4 2025 le riserve di Tether hanno raggiunto 192,9 miliardi di dollari, includendo 96.184 BTC e 27,5 tonnellate d’oro
Fonte
– Vitalik Buterin ha dichiarato che le L2 hanno perso rilevanza strutturale
Fonte
– Fidelity ha lanciato lo stablecoin Fidelity Digital Dollar (FIDD)
Fonte
– L’exchange sudcoreano Bithumb ha distribuito per errore gift box contenenti 2.000 BTC (≈132 milioni di dollari)
– Binance ha acquistato 6.230 BTC (434,5 milioni di dollari) per il fondo SAFU
Fonte
– Bybit ha pubblicato il proof of reserves: 60.500 BTC, 470.000 ETH, 6,2 miliardi USDT
Fonte
– Coinbase ha lanciato il mercato predittivo Coinbase Predict
Fonte
– Jupiter DEX ha integrato il mercato predittivo Polymarket
Fonte
– Elon Musk ha raggiunto un nuovo record di patrimonio personale: 852 miliardi di dollari
– SpaceX si è fusa con xAI. Valutazione stimata: 1,25 trilioni di dollari
Fonte
– Amazon ha perso il 10% dopo i conti trimestrali e l’annuncio di 200 miliardi di dollari di investimenti in AI
Fonte
– Walmart entra nel club delle aziende con 1 trilione di dollari di capitalizzazione
Fonte
– La Cina ha vietato gli stablecoin garantiti in yuan
Fonte
– Il Congresso USA ha avviato un’indagine su World Liberty Financial, progetto DeFi legato alla famiglia Trump
Fonte
– La polizia francese ha perquisito l’ufficio parigino di X (Twitter). Elon Musk convocato il 20 aprile
Fonte
Bitcoin — $70.927 (↑2,37%)
S&P 500 — 6.932 (↑1,97%)
USD/EUR — 0.8437 (↓0,31%)
USD/UAH — 42,90 (↓0,57%)
Oro — $4.964 (↑3,85%)
Brent — $68,09 (↑1,16%)
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